D. Lgs. 15 dicembre 2015, n. 212

D

ART. 1
ART. 2
ART. 3

Art. 1 Modifiche al codice di procedura penale

1. Al codice di procedura penale, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 90: 1) dopo il comma 2, e’ inserito il seguente: «2-bis. Quando vi e’ incertezza sulla minore eta’ della persona offesa dal reato, il giudice dispone, anche di ufficio, perizia. Se, anche dopo la perizia, permangono dubbi, la minore eta’ e’ presunta, ma soltanto ai fini dell’applicazione delle disposizioni processuali.»; 2) al comma 3, dopo le parole: «prossimi congiunti di essa», sono aggiunte le seguenti: «o da persona alla medesima legata da relazione affettiva e con essa stabilmente convivente»; b) dopo l’articolo 90 sono inseriti i seguenti: «Art. 90-bis. (Informazioni alla persona offesa). – 1. Alla persona offesa, sin dal primo contatto con l’autorita’ procedente, vengono fornite, in una lingua a lei comprensibile, informazioni in merito: a) alle modalita’ di presentazione degli atti di denuncia o querela, al ruolo che assume nel corso delle indagini e del processo, al diritto ad avere conoscenza della data, del luogo del processo e della imputazione e, ove costituita parte civile, al diritto a ricevere notifica della sentenza, anche per estratto; b) alla facolta’ di ricevere comunicazione dello stato del procedimento e delle iscrizioni di cui all’articolo 335, commi 1 e 2; c) alla facolta’ di essere avvisata della richiesta di archiviazione; d) alla facolta’ di avvalersi della consulenza legale e del patrocinio a spese dello Stato; e) alle modalita’ di esercizio del diritto all’interpretazione e alla traduzione di atti del procedimento; f) alle eventuali misure di protezione che possono essere disposte in suo favore;
g) ai diritti riconosciuti dalla legge nel caso in cui risieda in uno Stato membro dell’Unione europea diverso da quello in cui e’ stato commesso il reato; h) alle modalita’ di contestazione di eventuali violazioni dei propri diritti; i) alle autorita’ cui rivolgersi per ottenere informazioni sul procedimento; l) alle modalita’ di rimborso delle spese sostenute in relazione alla partecipazione al procedimento penale; m) alla possibilita’ di chiedere il risarcimento dei danni derivanti da reato; n) alla possibilita’ che il procedimento sia definito con remissione di querela di cui all’articolo 152 del codice penale, ove possibile, o attraverso la mediazione; o) alle facolta’ ad essa spettanti nei procedimenti in cui l’imputato formula richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova o in quelli in cui e’ applicabile la causa di esclusione della punibilita’ per particolare tenuita’ del fatto; p) alle strutture sanitarie presenti sul territorio, alle case famiglia, ai centri antiviolenza e alle case rifugio.
Art. 90-ter. (Comunicazioni dell’evasione e della scarcerazione). – 1. Fermo quanto previsto dall’articolo 299, nei procedimenti per delitti commessi con violenza alla persona sono immediatamente comunicati alla persona offesa che ne faccia richiesta, con l’ausilio della polizia giudiziaria, i provvedimenti di scarcerazione e di cessazione della misura di sicurezza detentiva, ed e’ altresi’ data tempestiva notizia, con le stesse modalita’, dell’evasione dell’imputato in stato di custodia cautelare o del condannato, nonche’ della volontaria sottrazione dell’internato all’esecuzione della misura di sicurezza detentiva, salvo che risulti, anche nella ipotesi di cui all’articolo 299, il pericolo concreto di un danno per l’autore del reato. Art. 90-quater. (Condizione di particolare vulnerabilita’).
– 1. Agli effetti delle disposizioni del presente codice, la condizione di particolare vulnerabilita’ della persona offesa e’ desunta, oltre che dall’eta’ e dallo stato di infermita’ o di deficienza psichica, dal tipo di reato, dalle modalita’ e circostanze del fatto per cui si procede. Per la valutazione della condizione si tiene conto se il fatto risulta commesso con violenza alla persona o con odio razziale, se e’ riconducibile ad ambiti di criminalita’ organizzata o di terrorismo, anche internazionale, o di tratta degli esseri umani, se si caratterizza per finalita’ di discriminazione, e se la persona offesa e’ affettivamente, psicologicamente o economicamente dipendente dall’autore del reato.»; c) al comma 4 dell’articolo 134 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La riproduzione audiovisiva delle dichiarazioni della persona offesa in condizione di particolare vulnerabilita’ e’ in ogni caso consentita, anche al di fuori delle ipotesi di assoluta indispensabilita’.»; d) dopo l’articolo 143 e’ inserito il seguente: «Art. 143-bis. (Altri casi di nomina dell’interprete).- 1. L’autorita’ procedente nomina un interprete quando occorre tradurre uno scritto in lingua straniera o in un dialetto non facilmente intellegibile ovvero quando la persona che vuole o deve fare una dichiarazione non conosce la lingua italiana. La dichiarazione puo’ anche essere fatta per iscritto e in tale caso e’ inserita nel verbale con la traduzione eseguita dall’interprete. 2. Oltre che nei casi di cui al comma 1 e di cui all’articolo 119, l’autorita’ procedente nomina, anche d’ufficio, un interprete quando occorre procedere all’audizione della persona offesa che non conosce la lingua italiana nonche’ nei casi in cui la stessa intenda partecipare all’udienza e abbia fatto richiesta di essere assistita dall’interprete.
3. L’assistenza dell’interprete puo’ essere assicurata, ove possibile, anche mediante l’utilizzo delle tecnologie di comunicazione a distanza, sempreche’ la presenza fisica dell’interprete non sia necessaria per consentire alla persona offesa di esercitare correttamente i suoi diritti o di comprendere compiutamente lo svolgimento del procedimento. 4. La persona offesa che non conosce la lingua italiana ha diritto alla traduzione gratuita di atti, o parti degli stessi, che contengono informazioni utili all’esercizio dei suoi diritti. La traduzione puo’ essere disposta sia in forma orale che per riassunto se l’autorita’ procedente ritiene che non ne derivi pregiudizio ai diritti della persona offesa.»; e) al comma 1-bis dell’articolo 190-bis dopo le parole: «degli anni sedici» sono inserite le seguenti: «e, in ogni caso, quando l’esame testimoniale richiesto riguarda una persona offesa in condizione di particolare vulnerabilita’»; f) al comma 1-ter dell’articolo 351 e’ aggiunto il seguente periodo: «Allo stesso modo procede quando deve assumere sommarie informazioni da una persona offesa, anche maggiorenne, in condizione di particolare vulnerabilita’.
In ogni caso assicura che la persona offesa particolarmente vulnerabile, in occasione della richiesta di sommarie informazioni, non abbia contatti con la persona sottoposta ad indagini e non sia chiamata piu’ volte a rendere sommarie informazioni, salva l’assoluta necessita’ per le indagini.»; g) al comma 1-bis dell’articolo 362 e’ aggiunto il seguente periodo: «Allo stesso modo provvede quando deve assumere sommarie informazioni da una persona offesa, anche maggiorenne, in condizione di particolare vulnerabilita’. In ogni caso assicura che la persona offesa particolarmente vulnerabile, in occasione della richiesta di sommarie informazioni, non abbia contatti con la persona sottoposta ad indagini e non sia chiamata piu’ volte a rendere sommarie informazioni, salva l’assoluta necessita’ per le indagini.»; h) al comma 1-bis dell’articolo 392 e’ aggiunto il seguente periodo: «In ogni caso, quando la persona offesa versa in condizione di particolare vulnerabilita’, il pubblico ministero, anche su richiesta della stessa, o la persona sottoposta alle indagini possono chiedere che si proceda con incidente probatorio all’assunzione della sua testimonianza.»; i) all’articolo 398, dopo il comma 5-ter e’ aggiunto il seguente: «5-quater. Fermo quanto previsto dal comma 5-ter, quando occorre procedere all’esame di una persona offesa che versa in condizione di particolare vulnerabilita’ si applicano le diposizioni di cui all’articolo 498, comma 4-quater.»; l) all’articolo 498, il comma 4-quater e’ sostituito dal seguente: «4-quater. Fermo quanto previsto dai precedenti commi, quando occorre procedere all’esame di una persona offesa che versa in condizione di particolare vulnerabilita’, il giudice, se la persona offesa o il suo difensore ne fa richiesta, dispone l’adozione di modalita’ protette.».

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